Per la serie La Sportiva Most Wanted a voi il ricercato del momento, Philippe Ribiere!
Si sa, gli arrampicatori hanno più o meno tutti uno stile di vita un po’ più “nomade” degli altri; sotto le falesie e nei parcheggi delle aree boulder si vedono sempre i soliti furgoni attrezzati (chi lo fa meglio e chi peggio…) per vagare di sito in sito.
Spesso in questi posti si parla la stessa lingua anche se si arriva da Paesi e culture differenti, una lingua fatta di passione, di gesti, di parole comuni, almeno nel piccolo universo degli arrampicatori.
Di solito in questi luoghi si fanno incontri particolari; se vi capita di vedere un furgone maculato pieno di adesivi e guidato da un uomo spettinato in modo strano dalla simpatia contagiosa probabilmente avete incontrato il nostro Philippe.
L’ultimo avvistamento ce lo dava a Magic Wood in compagnia di un team internazionale di boulderisti. Ce lo immaginiamo là, con la sua solita carica di energia, a completare questo suo tour alla ricerca di luoghi, persone e anche un po’ di se stesso.
Philippe Ribiere, anno 1977, dalla nascita è affetto da una rara sindrome, questo però non gli ha impedito di seguire i suoi istinti, di cambiare il corso della sua vita e di esserne il padrone.
L’abbiamo conosciuto l’anno scorso in Zillertal, rivisto quest’anno al Melloblocco e da pochi giorni è passato a trovarci in sede, per provare alcuni nuovi modelli e per renderci partecipi della sua avventura personale.
Philippe, quando hai cominciato a scalare?
Da ragazzo sono stato a un campo estivo per adolescenti. Ero forte con la bicicletta, ma quando poi decisi di iscrivermi a un club sportivo il responsabile mi guardò e mi disse di no.
Per me alla fine è stato meglio così, ero troppo giovane per iniziare con l’EPO… (ride)
Dopo una settimana provai con l’arrampicata.
Adesso l’arrampicata è il mio presente e il mio futuro e credo tu possa capire il perché.
La prima esperienza che ricordi?
I miei compagni amavano l’arrampicata e Patrick Edlinger, avevano tutti i suoi film. Parlavano spesso di lui. Era un bell’ambiente. Un giorno uscimmo all’aperto e provai ad arrampicare sulla roccia, dopo una sola settimana salivo il mio primo 5c (senza scarpe…) ero…sorpreso. Per il primo anno non fu piacevole, andavo ad arrampicare solo per non stare a casa a parlare con i miei.
Credo tutti abbiano avuto gli stessi problemi a casa, succede quando si è giovani e stupidi.
La prima gara?
Nel 1995 ero a uno stage con Tony (Lamiche) e parlavamo assieme, ricordo che c’era un gran sole che illuminava le nostre facce. Era una competizione nazionale giovanile ed ero nella stessa categoria di Tony, certo, finii ultimo ma fu una nuova esperienza .
Poi? Cosa successe?
Finii gli studi e mi presi un anno per capire quale sarebbe dovuto essere il mio futuro. Volevo lavorare in un ufficio? Cosa volevo? Non lo sapevo ma mi piaceva quella sensazione di libertà che si prova arrampicando, mi piaceva la vita nomade.
Per un anno arrampicai e basta, con il serio rischio di diventare un perdente.
Era pericoloso, non avevo soldi per pagare l’appartamento, le mie cure, le tasse e il cibo.
Per fortuna è andata bene. Adesso amo la mia vita.
La tua migliore esperienza?
La tua domanda è difficile, ma proverò a rispondere..
Credo che la migliore esperienza l’ho avuta quando ho creato la mia associazione “Handi Grimpe”. Anche quando Lafouche (uomo marketing di una nota casa di attrezzatura per l’alpinismo) mi ha detto “benvenuto nel nostro Team” dopo solo 5 minuti di colloquio. Però sai…mi son successe tante cose in questi anni, come la gioia per il mio primo 6b o il primo 6c boulder ad esempio…
Come ti senti in questo momento della tua vita?
Mi sento come un animale, sai? I veri animali, quelli liberi che possono decidere del loro destino. Certo ho le mie responsabilità e non è facile vivere così, in questo mondo di “umani” che mi guardano e guardano ancora, come se fossi stupido o qualcosa. Per questo viaggio, per esprimermi con il mio corpo, la mia mente, la mia energia, per poter dire “Hey! Io sono Philippe!”, un uomo con le sue debolezze, le sue emozioni, le sue gioie e tutte quelle altre stupide cose che hanno tutti.
La cosa più importante nella scalata? Le rocce, le persone, i sentimenti, l’energia?
Una domanda con tante altre domande dentro e una sola risposta. Tu la sai? (ride)
A volte mi chiedono perché scalo, forse sono un junkie climber, mi piace arrampicare e arrampicare ancora, per tutto, questo è il mio modo di essere un arrampicatore, la natura , le rocce, le emozioni, la gente, tutto!
Cos’è la paura per te?
Qualcosa che non c’è
Cosa può dare l’arrampicata di diverso in un contesto di disabilità?
Non saprei, l’ambiente è molto positivo, ma non so rispondere, solo il futuro con quello che succederà darà la risposta
Philippe, dimmi qualcosa del tuo Evolution Tour.
Evolution Tour è un viaggio attorno all’Europa per un anno, da solo.
E’ strano, una strana vita, cambi in continuazione cultura, persone, posto per dormire… Lo faccio perché è il mio lavoro adesso, per darmi e dare energie agli altri, per far capire anche ai disabili che si può cambiare vita ed avere più considerazione, credo sia importante per loro, ma anche per le persone “normali” come te…e me.
Che genere di persone hai incontrato durante il tuo viaggio?
Domanda difficile, ne ho conosciute tante. Arrampicatori e non, gente comune, atleti disabili, studenti disabili, persone della televisione , ricchi e non, anche un ambasciatore, anche la mia Lubka…
Dimmi qualcosa su questo modo zingaro di intendere l’arrampicata..
Mi piace la mia vita e mi piace viverla così. Tutti possono cambiare la propria vita, io l’ho fatto, mi son preso molti rischi ma ho avuto fortuna e ci ho creduto, molti non ci provano neanche. Non so cosa succederà dopo questo tour,. Viaggiare ti porta lontano da molte persone, dagli amici, dalla fidanzata, a volte sei felice e a volte triste…alla fine sono uno zingaro e mi piace. Adesso mi sento un essere umano.
Che prodotti La Sportiva usi?
E’ un casino, con i piedi che ho…posso usare solo le Katana, adesso ho preso un paio di Speedster e mi sembra vadano alla grande. Mi piace soprattutto il tallone.
Oltre alla scalata di cosa ti occupi?
Sto girando un filmato sul tour, seguo l’associazione Handi Grimpe (handigrimpe.blogspot.com) canto in un gruppo reggae, faccio fotografie, scrivo e…ah!…sono un uomo della giungla!.
Se era l’energia che cercava sicuramente l’ha trovata e l’ha condivisa con noi, se lo vedete da qualche parte, a fare blocchi o legato ad una corda salutatecelo!
More info: philipperibiere.blogspot.com
Philippe.. leggo solo ora la tua storia!! sei un esempio per tutti!
continua a girare il mondo arrampicando e portando tra la gente la tua esperienza…